L’ex Scuola rurale di Morandici è stata trasformata in Centro di documentazione archeologica e territoriale all’aperto dopo indagini che hanno evidenziato l’impossibilità di ristrutturare il fabbricato, con conseguente impatto sulle fondazioni, e sul terreno, posate all’interno di un sito archeologico in stretta prossimità della Necropoli di Villalfonsina, con insediamenti risalenti all’Età Arcaica tra i maggiori della fascia costiera.
Il nostro progetto si propone di concretizzare l’opportunità di riuso adattativo e reversibile dell’edificio riducendo l’impatto ambientale, riattiva gli spazi edificati fondendo materiali tradizionali con elementi contemporanei, preserva la memoria storica collettiva amplificando la valenza culturale.
L’ex Scuola, patrimonio rurale da tutelare, attraverso questa rigenerazione vuole mantenere viva l’identità dei luoghi e rinnovare il suo ruolo quale punto di riferimento territoriale, declinandolo nei tre ambiti principali: di sito archeologico (con potenzialità ancora da esplorare), di Scuola rurale (presidio di insegnamento in area poco antropizzata) e di conoscenza del Territorio su cui insiste.
L’immobile, utilizzato fino ai primi anni ’70, fortemente degradato, è stato demolito in modalità prevalentemente selettiva, conservando la sagoma del fabbricato e consolidando la parte più bassa delle murature perimetrali; i vecchi mattoni, come parte delle travi in ferro del solaio sotto la copertura, sono stati selezionati, ripuliti e successivamente rimessi in opera; gli scavi sono stati limitati al minimo ed eseguiti sotto sorveglianza archeologica.
Il mattone è il materiale utilizzato, combinato principalmente con l’acciaio Cor-Ten.
Le bacheche informative, elemento centrale del progetto, sono state installate sul perimetro e ripristinano le finestre dell’edificio demolito, da punto di osservazione ed immaginazione a punto di accesso alle informazioni, fisiche e virtuali, liberando gli spazi interni ad utilizzi flessibili e creativi. Come moderne edicole, sono fruibili dall’esterno, introducendo i contenuti del Centro di documentazione alle aree circostanti, mentre all’interno raccontano a vari livelli tratti di storie del Territorio.
Ogni bacheca: supporta due pannelli, interno ed esterno, stampati su alluminio Dibond; presenta due linee di illuminazione, superiore e sotto la soglia in Cor-Ten; accoglie predisposizioni per ombreggiamenti e, ai quattro angoli, il sistema di videosorveglianza; attraverso lo sportello inferiore consente l’accesso agli impianti.
Altri elementi della ex Scuola sono stati rinnovati: due finestre inquadrano ancora la campagna ed i vigneti raccolti tra la Maiella e l’Adriatico; il camino, al centro della precedente abitazione del maestro, è stato conservato e rivestito in lamiera verniciata; il piccolo vano destinato ai servizi è stato ricostruito con mattoni disposti a grigliato, la copertura alloggia i pannelli fotovoltaici e protegge contenitori di servizio i cui sportelli supportano pannelli adibiti a comunicazioni temporanee. Sono state predisposte ed occultate fondazioni per l’installazione di ulteriori dispositivi.
L’intervento è stato realizzato nel rispetto del principio DNSH, “non arrecare un danno significativo” all’ambiente, e senza barriere architettoniche; il Centro è inoltre dotato di un sistema di orientamento inclusivo (BlindTag) che lo rende accessibile, sicuro e fruibile ad ogni tipologia di utente: persone cieche, ipovedenti, anziani, individui con dislessia o difficoltà cognitive, attraverso etichette intelligenti, lette da un’applicazione gratuita per smartphone, riusciranno a muoversi in autonomia ricevendo informazioni vocali sull’orientamento e sui contenuti.
Il Committente ha condiviso il dovere di conservare le tracce del passato e trasmettere la conoscenza della storia del Luogo, la storia di un sito accogliente adagiato tra colline, che accompagna lo sguardo dalle maggiori vette d’Abruzzo alle isole Tremiti; il progetto intende valorizzare la memoria dell’ex Scuola rurale, reinserendo le sue tracce spaziali e temporali nel presente, consegnando un contenitore culturale aperto ai cittadini ed agli ospiti del Territorio, pronto a episodi di accoglienza, informazione ed aggregazione con uno sguardo rivolto al futuro.
Americo Di Cioccio
Ogni bacheca: supporta due pannelli, interno ed esterno, stampati su alluminio Dibond; presenta due linee di illuminazione, superiore e sotto la soglia in Cor-Ten; accoglie predisposizioni per ombreggiamenti e, ai quattro angoli, il sistema di videosorveglianza; attraverso lo sportello inferiore consente l’accesso agli impianti.
Altri elementi della ex Scuola sono stati rinnovati: due finestre inquadrano ancora la campagna ed i vigneti raccolti tra la Maiella e l’Adriatico; il camino, al centro della precedente abitazione del maestro, è stato conservato e rivestito in lamiera verniciata; il piccolo vano destinato ai servizi è stato ricostruito con mattoni disposti a grigliato e copertura che alloggia i pannelli fotovoltaici e protegge tre contenitori di servizio i cui sportelli supportano pannelli adibiti a comunicazioni temporanee. Sono state predisposte ed occultate fondazioni per l’installazione di ulteriori dispositivi.
L’intervento è stato realizzato nel rispetto del principio DNSH, “non arrecare un danno significativo” all’ambiente, e senza barriere architettoniche; il Centro è inoltre dotato di un sistema di orientamento inclusivo (BlindTag) che lo rende accessibile, sicuro e fruibile ad ogni tipologia di utente: persone cieche, ipovedenti, anziani, individui con dislessia o difficoltà cognitive, che attraverso etichette intelligenti, lette da un’applicazione gratuita per smartphone, riusciranno a muoversi in autonomia ricevendo informazioni vocali sull’orientamento e sui contenuti.
Il Committente ha condiviso il dovere di conservare le tracce del passato e trasmettere la conoscenza della storia del Luogo, la storia di un sito accogliente, adagiato tra colline, che accompagna lo sguardo dalle maggiori vette d’Abruzzo alle isole Tremiti; il progetto intende valorizzare la memoria dell’ex Scuola rurale, reinserendo le sue tracce spaziali e temporali nel presente, consegnando un contenitore culturale aperto ai cittadini ed agli ospiti del Territorio, pronto a episodi di accoglienza, informazione ed aggregazione con uno sguardo rivolto al futuro.
Americo Di Cioccio