Ambito Archeologico

Il territorio di Villalfonsina ha restituito una notevole quantità di materiale “raccolto” per la maggior parte seguendo i grandi aratri che tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento hanno effettuato gli scassi per la realizzazione delle vigne distruggendo secoli di storia fino a quel momento conservati nel terreno.

Alcuni reperti furono recuperati grazie al maestro Antonio Carozza, che nella scuola rurale di Morandici aveva allestito una specie di piccolo museo con gli oggetti venuti alla luce durante i lavori agricoli effettuati in zona. Tali reperti, successivamente confluiti nelle collezioni della Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo (sede locale del Ministero italiano della Cultura), documentano una lunghissima frequentazione risalente all’ultima fase dell’età del Bronzo Finale (XI-X secolo a.C.) e alla prima età del Ferro (X-VIII secolo a.C.), ma non ne conosciamo l’esatta provenienza.

Migliori sono le informazioni relative alla località Morandici, dove tra il V e il IV secolo a.C. si è sviluppata una necropoli italica di tombe a fossa. Essa fu indagata nel 1914 da Ignazio Messina, ma molti dei materiali recuperati furono però poi dispersi durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

In tempi più recenti, indagini scientifiche condotte dalla Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo hanno riportato alla luce un nucleo di sepolture databili tra il VI e la metà del VII secolo d.C. che documentano una fase di frequentazione del sito fino a quel momento sconosciuta.

Sono state individuate anche tombe databili tra II e III secolo d.C. e strutture di epoca ellenistica forse relative ad un santuario.

Ulteriori indagini effettuate negli anni 2014-2015 hanno permesso di confermare l’ipotesi che la parte alta del crinale ospitasse un abitato italico al cui servizio era appunto la necropoli tardo-arcaica. A questo abitato, protetto sul fianco occidentale da una sorta di dirupo e su quello orientale da «mura poligonali» ormai distrutte, erano collegati uno o forse più santuari. Uno di essi, dotato di copertura lignea del tetto, è stato realizzato tra il III ed il II secolo a.C.

Amalia Faustoferri

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